Vintage toys

•14 ottobre 2012 • Lascia un commento

I modellini della foto sono solo una minuscola parte di quelli che aspettano di essere tirati fuori dagli scatoloni dopo vent’anni di letargo. Hanno vissuto centinaia di avventure di gioco con il sottoscritto, percorso  migliaia di km immaginari, effettuato innumerevoli parcheggi a pettine, lisca di pesce, ecc, ecc. Adesso è giunto per loro il momento di rivedere la luce del sole e di riaccendere (virtualmente) i motori. E’ un passaggio di consegne importante, spero che Daniele le tratti col rispetto che ho avuto nei loro riguardi quando erano i miei strumenti di gioco 😀

Per gli appassionati, da sinistra a destra:

  • Mirada Stocker (Hot Wheels 1980)
  • Simca Bagheera (Majorette 1974)
  • Porsche 911 (Hot Wheels 1980)
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The best gifts ever!

•22 maggio 2012 • 2 commenti

Quelli in foto hanno tutte le carte in regola per diventare gli acquisti più belli fatti fino ad’ora 🙂

Tre scatti dai laghi del Gorzente

•22 gennaio 2012 • Lascia un commento

Le passeggiate in inverno sono più belle: c’è meno gente, non si suda e vengono fuori immagini come queste.

Avanti un’altro: Xubuntu.

•15 gennaio 2012 • 3 commenti

Il mio portatile è un po’ anzianotto, le ultime versioni di Ubuntu iniziano ad essere pesanti, soprattutto a causa di una non proprio leggera Unity. Ma il pregio di Linux è proprio quello di avere una vastissima scelta di distribuzioni e, cercando qualcosa di leggero, questa volta la mia scelta è ricaduta su Xubuntu. Si tratta di un sistema basato su Ubuntu, ma la sua interfaccia grafica è basata su Xfce; per il resto molto simile, le applicazioni installabili sono le stesse, cambiano solo quelle che si trovano appena installato.

Senza andare troppo per le lunghe, mi sono annotato le applicazioni con cui mi sono trovato meglio, selezionate negli anni installando e disinstallando decine di programmi open source. Quindi dopo aver formattato il tutto ed aver messo su un fresco Xubuntu le ho reinstallate, eccone un breve elenco:

  • Gimp: non servono molti convenevoli per questo colosso, è il programma di grafica per eccellenza di Linux.
  • Inkscape: fondamentale per la grafica vettoriale, molto utile quando si deve fare un disegno schematico o un logo senza perderci troppo tempo.
  • Chrome e Firefox per provare le modifiche alle pagine web, potrei installare anche Opera, ma Internet Explorer rimane fuori dalla porta 😉
  • Filezilla: un ottimo e collaudato client FTP.
  • Rapid SVN: per il versionamento dei file tramite Subversion, è molto utile se per esempio si sfrutta il servizio di Project Hosting di Google.
  • 7Zip: semplicemente un programma che permette di s/compattare file e cartelle nei più conosciuti formati di archiviazione.
  • RawTherapee: programma molto interessante per la correzione e conversione delle immagini (in particolare le foto scattate in formato raw), non ho ancora avuto modo di provarlo a fondo, ma dal poco che ho visto sembra molto ben fatto e curato.
  • ARandR: questo software dal nome impronunciabile serve per la configurazione multi-monitor visto che per la prima volta mi sono dotato di un sistema dual-monitor anche a casa. E’ molto intuitivo e permette di salvare le impostazioni in un file sh che può essere eseguito allo startup per configurare gli schermi in autimatico.
  • Aptana: si tratta di un IDE per lo sviluppo di applicazioni web ed è in grado di gestire praticamente tutti i linguaggi che si usano in questo contesto (a parte ASP.NET ovviamente!). Non è leggerissimo dal momento che è sviluppato in Java e che richiede di conseguenza l’uso della VM.

Magari scriverò altri post per andare più nello specifico.

Elettricità, comodità….atomo?

•16 maggio 2011 • Lascia un commento

In questi tempi la parola energia è immediatamente associata alla diatriba sul nucleare, ma questo fa distogliere l’attenzione da quello che è il reale nocciolo della questione: abbiamo bisogno di altra energia?
Lo spunto per questa riflessione ce lo dà una recente offerta commerciale di ENI: RELAX Supersemplice, che sbandiera il motto “Non dovrai preoccuparti della tariffa bioraria”, ma il discorso vale per tutti i contratti di fornitura di elettricità che prevedono un canone a forfait. Queste forniture ignorano completamente il concetto di distribuzione del consumo nell’arco della giornata che permette di “limare” i picchi di assorbimento soprattutto nelle ore di punta.
Il funzionamento della bioraria è semplice, si incentiva il consumo domestico nelle ore non lavorative tramite un costo inferiore della corrente elettrica, mentre tale costo viene aumentato nelle parti restanti della giornata. La riduzione dei picchi di consumo permette, insieme al contenimento degli sprechi, di acquistare una quantità minore di energia elettrica dall’estero. E qui il cerchio si chiude sul nucleare, perchè la dipendenza dell’Italia dagli altri paesi è uno dei fattori che vengono usati spesso dai pro-nuclearisti.

Morale: le centrali nucleari in Italia servirebbero solo a soddisfare esigenze di consumo che vanno oltre al necessario, perchè non si vuole rinunciare alla minima comodità, sia questa un grosso televisore sempre acceso o la possibilità di consumare quando pare e piace. Prima di ragionare sul bisogno o meno dell’atomo, occorre interrogarsi su quanto si fa effettivamente per evitare consumi inutili.

•26 aprile 2011 • Lascia un commento

Chernobyl 26 Aprile 1986

Già, ma quale festa?

•17 marzo 2011 • Lascia un commento

Leggendo l’articolo Quale festa, si nota che il tono è fazioso, ma è difficile per chiunque smentirne i contenuti. Io stesso oggi ero in ufficio anche perchè questa festa proprio non la sento. Provo una certa amarezza nel rendermi conto che “non c’è proprio nulla da festeggiare”.